A tavola con Platone – Esercitazioni e giochi d’aula sulle differenze culturali,sessuali e di genere

26 Gennaio 2015

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È un libro, ma anche una vera e propria raccolta di materiale su cui impostare un progetto formativo attorno a tre grandi nuclei concettuali: la violenza di genere, il linguaggio sessista e la cultura della diversità.

Secondo le autrici «è importante progettare interventi formativi che consentano di sviluppare quelle competenze sociali che sono indispensabili perché una persona sia in grado di esercitare il proprio diritto di cittadinanza e di riconoscere analogo diritto a tutte le altre persone» (p.13).

Gli interventi formativi progettati ruotano attorno alle esercitazioni e ai giochi d’aula. Negli adulti l’uso dei giochi apre nuovi canali percettivi e favorisce il problem solving, sono più coinvolgenti e danno alle persone la sensazione di aver contribuito attivamente alla realizzazione dell’attività, diventandone co-protagonist*.

Nell’apprendimento a scuola questa metodologia risulta ancor più adatta, soprattutto se si considera che gli interventi formativi hanno spesso una breve durata. Strutturati attraverso giochi ed esercitazioni, gli interventi si rendono più efficaci. L’impostazione risulta inoltre meno direttiva e contribuisce a differenziare l’intervento dei formator* da quello delle/degli insegnant*.

la prima sezione raccoglie i giochi che hanno la funzione di “rompere il ghiaccio”: sviluppano l’empatia, fanno riuflettere quanto le nostre azioni siano dipendenti dalle nostre abitudini e  dimostrano quanto sia semplice confondere fatti ed opinioni.

La seconda e la terza parte sono dedicate ad esplorare il terreno fatto  di stereotipi, pregiudizi e di discriminazioni legate al genere. i giochi fanno riflettere sulle implicazioni linguistiche (ad esempio nel contrasto delle professioni: molte di esse, declinate al femminile, rimandano ad un immaginario concettuale svilente per la donna), sui contenuti semantici delle parole.

La quarta sezione è dedicata alla violenza di genere: i giochi sono funzionali a promuovere la consapevolezza che la violenza di genere nasce e si esprime nella stragrande maggioranza dei casi all’interno di una relazione affettiva e si cerca di riflettere sui fattori socio-culturali che possono favorirla.

Gli stereotipi di genere vengono indagati anche nel capitolo successivo, ma questa volta nell’ambito dell’omosessualità: si analizzano i possibili pregiudizi che si possono nutrire nei confronti delle persone omosessuali o delle loro relazioni oltre che i vari stereotipi legati all’omosessualità.

il sesto capitolo è dedicato alle culture: si vuole smascherare la visione etnocentrica che spesso ci spinge ad agire e pensare e sui pregiudizi che spesso nutriamo nei confronti dell'”Altro”.

L’ultimo capitolo è quello dedicato a stimolare la capacità di entrare in empatia con l’altro e a favorire l’utilizzo del dialogo per il confronto e il superamento delle differenze.

I materiali sono fruibilissimi e tengono conto dei tempi che i formator* possono avere (molte attività si possono realizzare stando sotto la soglia dei 15 minuti, alcune possono arrivare ad impiegare anche un’ora di tempo). Rispetto al target, invece, ritengo che la maggior parte dei giochi sia pensata per un uso all’interno dell’ambiente scolastico (fascia di età: studenti delle scuole medie e superiori); pochi sono i giochi che ho trovato adatti anche ad un pubblico adulto.

In definitiva risulta essere un ottimo manuale, adatto a formator* ed educator*, dal quale attingere per impostare il proprio progetto formativo e per condurre, in definitiva, i partecipanti a riflettere sull’importanza del rispetto in qualsiasi relazione umana.

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