Nuovi strumenti per l’educazione. Raccontare e raccontar-si attraverso Fatus.

10 Ottobre 2016

Chi segue il blog sa che gli ultimi articoli scritti sono stati dedicati alla grande manifestazione di Educare alle differenze, grande contenitore di nuove idee e nuove prassi destinate ad arricchire ed  integrare la visione attorno alla pedagogia di genere.

Come anticipavo nell’articolo della scorsa settimana, oltre a materiali espressamente dedicati a queste tematiche è possibile trovare, tra i tanti stand di librerie, associazioni e case editrici, strumenti pedagogici particolarmente interessanti.

Io, entrando in contatto con la LIBRE, libri per l’infanzia della basa reggiana, mi sono letteralmente innamorata di FATUS. Si tratta di un gioco per creare, come dice il sottotitolo, storie infinite. Il gioco  è composto da molte carte di forma quadrata. Il primo giocatore ne pesca una e inizia una storia a cui il giocatore successivo dovrà aggiungere “un pezzetto” facendosi ispirare dalla carta estratta…

Non ho usato la parola “ispirazione” a caso. Le carte infatti presentano solo segni, colori, forme geometriche. Nulla di pre-codificato e, per questo, per raccontare una storia è necessario farsi ispirare da ciò che si sente, più da ciò che si vede!

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Uno strumento di cui mi sono innamorata, spendibile in studio con adult* e bambin*, utilissimo perché dà la possibilità di esternare le proprie emozioni trasformando il gioco in un veicolo della propria interiorità.

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L’ho già utilizzato in un paio di occasioni e ne sono rimasta più che soddisfatta!

Per chi volesse provarlo o volesse contattarmi ecco l’indirizzo della mia pagina facebook, attraverso la quale comunicare con più semplicità!

Un saluto a tutt*!

Dott.ssa Alessia Dulbecco

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