L’uso della fotografia nei percorsi educativi e nel counselling

15 Settembre 2015

foto ter

Buon martedì e ben ritrovat*!

Oggi vorrei utilizzare le righe di questo blog per parlarvi di un evento formativo al quale ho avuto il piacere di partecipare nella giornata di sabato. Alcuni professionisti facenti capo alla scuola entro la quale mi sto specializzando come counsellor hanno organizzato una giornata introduttiva alla Fototerapia e alla Fotografia terapeutica

Si tratta, in sostanza, di utilizzare l’immagine come un medium all’interno di un processo di riflessione su di sé. Si parla di Fototerapia quando lo strumento è applicato , “regolamentato” e interpretato dallo psicoterapeuta, si parla invece di fotografia terapeutica l’immagine viene utilizzata al di fuori del contesto formale della psicoterapia. Come è facile immaginare è proprio quest’ultima che mi interessa particolarmente: nonostante l’aggettivo un po’ ingombrante, infatti,  la fotografia terapeutica non ha nulla a che vedere con l’uso del concetto di “terapia” in senso stretto ed  è applicabile in svariati contesti: percorsi educativi, consulenze pedagogiche, percorsi di counselling.

La fotografia terapeutica concepisce l’immagine come uno strumento ed un linguaggio che può avere la funzione di facilitare la riflessione/il dialogo su di sé e la possibilità di far emergere contenuti altrimenti inesplorabili.

Secondo la teoria  del codice multiplo di W. Bucci esistono tre modi per elaborare le informazioni: verbale, simboli, sub simbolico. La fotografia appartiene al secondo livello e, per la sua natura intrinseca, riesce a mediare tra il primo e il terzo.

Alle basi della fototerapia e della fotografia terapeutica abbiamo i lavori di J. Waiser e L. Bergman e, in Italia, quelli di Oliviero Rossi.

Le attività svolte ieri mi hanno permesso di riflettere sulle potenzialità di uno strumento col quale mi confronto da diverso tempo, ovviamente in modo amatoriale, per interesse e per diletto. Prima di ieri, però, non avevo mai pensato all’uso della fotografia all’interno, per esempio, di una consulenza educativa, pedagogica o in un prcorso di counselling.

Nei processi educativi, magari con ragazz* con difficoltà dovute a problemi psicologici o di alfabetizzazione (giovani appena arrivati da altri paesi, ragazzi con pochi strumenti teorici per poter parlare e riflettere a proposito delle proprie emozioni…) le fotografie sono una grande risorsa. Le foto, nel processo di analisi del contenuto emotivo, permettono di bypassare la barriera linguistica e facilitano la comunicazione poiché, attraverso le immagini, andiamo a costruire un nuovo linguaggio che appartiene alle parti in causa.

Attraverso una foto si può indagare le modalità di concepire abitudini, emozioni e relazioni, possono emergere discrepanze tra il modo di descriversi/ di vedersi e ciò che lo scatto trasmette sulle quali si potrà avviare una riflessione

Nel contesto pedagogico o in una sessione di counselling si può chiedere all’utente di scegliere o di scattare una foto: il gesto da potere alla persona che acquista, così, uno spazio attivo.

Nell’ambito del counselling quindi la fotografia terapeutica può essere impiegata per riattivare e potenziare le risorse della persona e favorire il processo di empowerment dell’utente.

Oggi mi sono messa subito alla ricerca di informazioni ulteriori e volumi per approfondire l’argomento: credo proprio che diventerà un ambito di riflessione privilegiato all’interno della mia attività professionale!

Ps. vi saluto con lo scatto che ho scelto io per rappresentarmi come professionista…secondo voi, perché ho scelto proprio questa foto??

11011113_543788732435662_4051652258781886406_n

, , , , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Ultimi articoli

Femminismi sotto l’ombrellone: 6 libri… più 1!

Nelle ultime settimane, complici ritmi di lavoro meno serrati, mi sono dedicata alla lettura di alcuni libri femministi pubblicati recentemente. Perché no, il femminismo non va mai in vacanza! Vi… Leggi di più »

L’Italia non ha ancora fatto i conti con la violenza del suo passato coloniale

In queste ultime settimane si è riacceso il dibattito nei confronti della statua dedicata a Indro Montanelli, celebre firma del Corriere della Sera e fondatore de Il Giornale, presente all’interno… Leggi di più »

Non è revenge porn, ma violenza di massa

Su l’Indiscreto, il mio articolo riguardante il fenomeno del Revenge Porn:   Inizialmente si trattava di vendetta privata – fino a qualche anno fa, infatti, la diffusione del materiale scorreva… Leggi di più »

Alessia Dulbecco © 2020 - All rights reserved - Design by Luca Minici | Privacy Policy | Cookie Policy