Il catalogo Erickson: aggiornamento professionale per tutti…ma non per i pedagogisti

1 Settembre 2015

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Settembre è arrivato e ha portato con sé nuove energie da spendere nella vita professionale. Quale miglior momento se non questo per fare un po’ il punto della situazione ed aggiornarsi sulle ultime novità pubblicate? 
Pochi giorni fa ho ricevuto il catalogo Erickson, casa editrice di Trento che si occupa da sempre di questioni educative, psicologiche e riabilitative. Erickson nasce come centro studi, alla fine degli anni 70, per riflettere attorno alle problematiche di inserimento sociale dei soggetti con disturbi mentali elaborando nuove strategie di inclusione.
Non mi era ancora capitato di ricevere il loro catalogo per posta (mi sono iscritta al loro sito solo poch mesi fa): la loro offerta è ricca e di pregio. Il catalogo facilmente consultabile perché suddiviso in aree tematiche (dsa, disabilità ed autismo, didattica…) e prevede anche alcuni approfondimenti sulle iniziative formative proposte dal Centro Studi (percorsi per esperti dsa, .corso tecniche aba…).

 Ma..
Eh già, c’è un MA grande come una casa.

Il catalogo è pensato per i professionisti, per rendere agevole il loro lavoro e facilitare il loro aggiornamento formativo. Si parla di psicologi, educatori,logopedisti, assistenti sociali e sanitari…Ma MAI una volta si fa riferimento alla figura del pedagogista. Mai. 

La sezione peggiore è proprio quella che comincia a pagina 73: sotto il titolone “psicologia”, infatti, sono racchiusi molti argomenti di spiccato valore pedagogico. Perché le voci ‘genitorialità’, ‘adolescenza’, ‘emozioni e relazioni’ non possono avere uno specifico campo di azione pedagogico??
Il meglio arriva a pagina 93: un piccolo box per illustrare”una selezione dei nostri corsi online sul tema psicologia”. Volete qualche titolo?

– educazione positiva
-educazione razionale emotiva
– (…) metodi e strumenti per promuovere percorsi di educazione sessuale
– l’educazione sessuale ai tempi di internet (…)

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Ecco, mi chiedo: ma questa preponderanza del sostantivo femminile educazione non può suscitare qualche sospetto? Perché, con una proposta di legge per definire e regolamentare le professioni di pedagogista ed educatore che sta compiendo il suo iter parlamentare, dobbiamo ancora assistere a queste imprecisioni che nascondono un preciso intento di disonestà intellettuale? credo che per far avanzare questa proposta di legge sia essenziale un lavoro di sponda – precisò e costante- ad opera di tutte le forze sociali presenti. Non basta che la legge sia calata dall’alto: serve una massa critica capace di ‘accendere i riflettori’ su un’esigenza non più procrastinabile. Per questo apprezzo l’iniziativa del collega Fabio Olivieri e del suo caffè pedagogico (cercatelo su Facebook!). Sarebbe davvero carino se una grossa casa editrice come Erickson sostenesse i/le pedagogist* e gli/le educatori/trini in questo cammino!

Considero Erickson una casa editrice importante, famosa non solo per i volumi pubblicati ma anche per le iniziative di formazione, I progetti e i convegni, per questo faccio fatica a ritenere questi elementi solo dei semplici ‘errori’, dovuti magari alla necessità materiale di accorpare tante notizie in poco spazio. Proprio perché nasce come centro studi dovrebbe essere un valore morale quello di far avanzare la ricerca attorno alle questioni pedagogiche, dando dignità a questa scienza. Mi piacerebbe che Erickson prendesse in considerazione l’eventualità di costruire, nei cataloghi, uno spazio specifico dedicato alla pedagogia, privato delle ingerenze della psicologia

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