Se i capricci bloccano una comunità. Per una genitorialità consapevole

5 Settembre 2016

Diversamente dalle settimane precedenti, dedico l’articolo di oggi ad un tema prettamente pedagogico.

Ho trascorso l’ultima settimana di ferie al mare e, complici le belle giornate e il relax bordo-mare, ho avuto un sacco di tempo (tempo “pieno”, cioè utilizzato per pensare  e lavorare su tematiche che svilupperò nelle prossime settimane) per leggere e approfondire diversi contenuti. Proprio leggendo le pagine di un quotidiano sono stata colpita da una notizia in particolare che potete leggere qui.  

Una bambina di 4 anni ha tenuto sotto scacco un intero aereo: passeggeri e hostess, comandanti e assistenti di volo. Come si legge nel breve articolo, prima di iniziare la procedura di atterraggio il personale di volo ha richiesto ai passeggeri – come da procedura – di allacciare le cinture ma una bambina su è opposta. Cosa incredibile, “i genitori hanno dato ragione a lei e nemmeno il comandante è riuscito a far cambiare loro idea”.

La lettura dell’articolo mi ha spinto a pormi alcune domande: come è possibile che i genitori non riescano ad aiutare la bambina a capire ciò che deve fare? Come è possibile che siano convinti che la figlia abbia ragione? Se fossero stati in auto e la bambina non avesse voluto né le cinture, né il seggiolino, avrebbero acconsentito pur sapendo i rischi e l’eventuale pericolosità?

Credo che l’articolo metta in luce determinate problematiche relative alla genitorialità. 

In sintesi: 

– i genitori hanno bisogno di riflettere in maniera approfondita su quelli che comunemente chiamiamo capricci. Comprenderne le motivazioni (che non significa ‘dare ragione’, ma solo capire), fermarsi ad ascoltare le proprie reazioni davanti ad essi serve per avere quella distanza necessaria da frapporre tra se e i bambini per avere la lucidità di mettere in atto comportamenti adeguati.

– i genitori hanno bisogno di imparare ad ascoltare di più i figli: spesso i capricci non sono altro che strategie per ottenere l’attenzione, agite dopo che il bambin* ha già provato a percorrere, senza successo, altre strade). L’ascolto è il primo strumento per spezzare sul nascere l’insorgenza di un capriccio.

– i genitori devono trovare le parole e i modi giusti attraverso i quali agire: quando lavoro con famiglie che mi contattano per problemi di questo tipo mi accorgo che uno dei motivi che fa sfuggire dal controllo la situazione è che davanti al pianto isterico del piccol*, magari anche per un motivo apparentemente futile, si crede che reagire con la violenza (intendo con un gesto di forza, di supremazia, nei confronti del bambin*) sia il miglior metodo per mettere tutto/tutti a tacere. Questo ovviamente scatena un pianto ancora più forte (sia per lo spavento, sia perché urlare scatena inevitabilmente altre urla) e, lungi dal placarsi, il pianto si intensifica. Parlare, aiutare il bambin* a trovare un canale comunicativo attraverso il quale esprimere l’emozione che prova permette di guardare al problema da un’altra angolazione.

I genitori non sono supereroi: per fare tutto ciò possono avere bisogno di un supporto, di un sostegno. Per questo esistono i pedagogisti 😉

Attraverso la consulenza educativa è possibile fare luce su questi aspetti e trovare il modo giusto (giusto per quella coppia, per quella famiglia!) per affrontarli. Il rischio maggiore lo si coglie sempre quando si è impreparati: le emozioni ci travolgono e ‘regredire’ alle urla o alle mani è dannatamente facile. Essere preparati ci permette di avere il controllo della situazione: trovare un metodo per affrontare i ‘capricci’, poi, è anche il miglior modo per vederli ridurre man mano: se il bambin* trova un modo diverso di esprimere il proprio dissenso verrà di volta in volta educato ad applicarlo (anche perché lo sarà sicuramente un modo che gli creerà meno disagio).

Queste sono le ragioni per le quali attivamente mi impegno nella realizzazione di questi percorsi: lavorare con i genitori, accogliere i loro timori, ascoltare le loro perplessità trovando insieme le soluzioni migliori  significa realizzare un’azione benefica sull’intera comunità. 

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