Non solo mamma: una festa, mille riflessioni.

9 Maggio 2016

Sono passati secoli dall’ultimo articolo scritto per il blog.
Non che in quest’ultimo periodo non mi sia fatta sentire, semplicemente, per motivi di tempo,  ho preferito altri sistemi comunicativi – come i post sulla pagina di Facebook – più rapidi ed essenziali. È stato un periodo intenso: tante belle novità sotto il profilo professionale, una nuova collaborazione avviata in un ambito che per me resta importantissimo, quello dei cav, i centri antiviolenza. Da circa un mese collaboro infatti con La Nara, cav pratese, e sono davvero felice di quest’opportunità grazie alla quale posso crescere e sperimentarmi come professionista che si occupa di tematiche di genere.

Oggi ho deciso di riprendere il blog (spero di ritornare ad avere la costanza di un tempo) per parlarvi di una bella iniziativa che si è tenuta ieri allo spazio Co-stanza, il coworking che strizza l’occhio al sociale, col quale sono ultra felice di collaborare e di avere un mio spazio personale entro il quale ricevere i miei utenti.

Ieri, dicevo, si è svolto un bell’evento dedicato alle mamme. Le coordinatrici del progetto, Anna Maria e Michela, hanno deciso di dare all’argomento un taglio decisamente in linea con lo stile dell’associazione. Si è parlato di maternità come motore sociale, delle opportunità che sa svelare, del processo di cambiamento che attiva prima a livello personale, poi duale (quella che prima era una coppia si ‘assesta’  sotto una nuova luce, quella della famiglia)

È intervenuta la consigliera per le pari opportunità, Maria Grazia Maestrelli, ricordando come ancora oggi la situazione per una donna che dichiara la propria maternità in azienda sia potenzialmente pericolosa (per la carriera o anche solo per la stabilità professionale).

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Ha svolto un delicato intervento la Dr.ssa  Ghizzani, che si è concentrata sui cambiamenti corporei che possono limitare nelle fasi iniziali la sessualità femminile e, soprattutto, ha sottolineato quelli che possono essere problematiche pscicologiche che possono subentrare successivamente alle questioni fisiche/ fisiologiche e che possono produrre un serio problema, attorno al quale la nuova famiglia è chiamata a riflettere e pensarsi.

In linea con questo intervento si è collocato anche quell della Dr.ssa Duni, psicologa e psicoterapeuta, che si è concentrata sui cambiamenti familiari e sul fatto che la maternità produce l’acquisizione di quelle soft skills così importanti per la vita sociale e professionale contemporanea (capacità empatiche, di mediazione, di gestione del tempo etc..)

L’intervento che ho trovato più in linea con il mio modo di vedere la questione è stato quello di Lorenza Godani, autrice del seguitissima blog fiorentino Firenze Formato Famiglia e della sua collega e  amica Laura.

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Laura ha raccontato la sua esperienza: si è ritrovata infatti a passare da responsabile di un’azienda a disoccupata, di punto in bianco e, quel che è peggio, superati i quaranta. Lorenza ha raccontato la sua vita, fatta di quattro figli, due lavori, un blog. Entrambe hanno condiviso con tutto l’uditorio due aspetti essenziali, che anche dal mio punto di vista sono fondamentali e un ottimo spunto di riflessione:

l’importanza del cambiamento: se l’azienda non avesse fallito – chi ha confidato Laura – probabilmente non avrebbe scoperto delle risorse, un potenziale, che era già lì, un po’ impolverato e arrugginito da una vita fatta di routine e scansione ottimale del tempo.

l’importanza delle relazioni, soprattutto al femminile:per Lorenza la bussola – metafora interessante soprattutto perché ho scoperto di condividere con lei lo stesso problema legato allo scarso senso dell’orientamento ! – indispensabile per non perdersi in un mare di impegni, doppi e tripli  lavori, famiglia e figl*, è costituita proprio dalle relazioni, soprattutto al femminile. La blogger di FFF ha usato un’espressione bellissima, quella di sorellanza. Noi donne sappiamo sorreggerci, quando c’è bisogno!

la necessità di (ri)pulire le nostre amicizie: se si ha una vita impegnata, fare ordine diventa un processo essenziale. Lorenza ha imparato a fare a meno di ‘recitare il ruolo di chi gioca a fare la signora’. Ciò significa intrattenere relazioni con persone che ci arricchiscono, evitare di perdere tempo con dialoghi inutili o forieri  di falsità.

Credo che siano tre belle riflessioni a metà strada tra il Counseling e la Pedagogia. La maternità, il ripensare il ruolo femminile implica un processo di crescita che passa necessariamente da queste tre tappe. È una sorta di rieducazione ai rapporti.

Ho apprezzato molto il tono del dibatto e spero possa esserci presto l’occasione di riproporre un alto incontro, magari partendo proprio dalle riflessioni scaturite da questo!

 

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