L’ideologia del gender…o l’ideologia della mistificazione?

10 Marzo 2015

Se è vero che ogni giorno si impara qualcosa, io oggi ho imparato che non c’è limite al peggio.

Proprio non c’è.

Pochi minuti fa accedo al mio profilo su facebook e il primo post che leggo è un commento – giustamente arrabbiato e ben argomentato – di una collega, nonché presidente di una delle sezioni di Udi, relativo ad una notizia apparsa sui giornali nelle ultime ventiquattro ore.

Serena ha condiviso la notizia apparsa su Repubblica (qui il link), il cui titolo recita:

Trieste, all’asilo i bimbi si scambiano i vestiti per la “parità di genere”, ma i genitori insorgono

L’articolo raccoglie i fatti in modo quasi neutrale (già..quasi. Se non fosse per quelle virgolette che sembrano quasi voler opprimere il concetto di parità di genere, come se fosse una cosa non proprio così chiara o condivisibile). Si racconta del progetto educativo intitolato “pari o dispari, il gioco del rispetto”, si illustrano le motivazioni che hanno a che fare con il

proporre un cambiamento di atteggiamenti sui temi del genere e delle pari opportunità persuasi che il cambiamento culturale avvenga con la formazione delle nuove generazioni.

Il progetto è corredato di un  kit didattico, si comprende leggendo l’articolo, che si compone di un questionario per gli educator* e uno con alcune domande da proporre ai bambin* e di alcuni giochi. In sostanza lo scopo delle attività ludiche è quello di permettere ai bambini, attraverso il travestimento, di provare ad “abitare” ruoli diversi, non solo quelli che vengono tradizionalmente assegnati in virtù dell’appartenenza sessuale.

Come era facile prevedere, l’iniziativa appoggiata dall’Amministrazione della città, ha fatto subito storcere il naso alle associazioni cattoliche che vedono in queste attività un tentativo di proporre la fantomatica “ideologia gender”.

Fin qui nulla di nuovo sotto il sole.

Per procurarmi un po’ di mal di stomaco ho provato a vedere – surfando tra gli altri siti di informazione – come viene data la notizia:

TRAVESTIRSI E NOMINARE I GENITALI:
ECCO IL “GIOCO DEL RISPETTO” NEGLI ASILI 

(da leggo.it)

Esperimenti “hot” all’asilo: toccamenti e scambi d’abito per i bambini

(da triesteprima.it)

La follia dei “giochi gender” bimbi travestiti da bimbe

(da – il solo e unico!! – Ilgiornale.it)

Mi piacerebbe rispondere ad ogni giornalista che umilia la sua stessa professione e produce un danno alla collettività. Vorrei che queste parole arrivassero ad ognuno di quei “professionisti”  che preferiscono cavalcare l’ignoranza e il clima di terrore che una certa componente sociale ha deciso di fomentare piuttosto che contribuire a dare alla collettività una visione oggettiva della questione.

Probabilmente i giornalisti non sanno – o fingono di non sapere – che moltissimi Nidi di infanzia sono dotati di interi armadi – fatti di vestiti (spesso ricavati da scampoli di tessuti cuciti anche dalle stesse operatrici) e accessori – e vengono usati dalla notte dei tempi proprio con la funzione di educare i bambini a ricoprire più ruoli sociali e, così facendo, abbattere gli stereotipi. E forse non sanno che sono proprio i bambini (quelli su cui lo stigma sociale ricade con più prepotenza) più grandi sperimentatori. Mi capitò di osservare, in un Nido in cui svolsi un’attività di consulenza, moltissimi bambini chiedere alle educatrici di travestirsi con il grembiule da cucina per fare le “mamme” (felici del loro grembiule si avviavano poi verso l’angolo della cucina per preparare la colazione agli altri bambin*, lavorando per imitazione del comportamento materno).

Chiaramente quindi, i contenuti degli articoli sono pretestuosi.

Di seguito ho riportato alcune parti degli articoli in questione:

Il gioco del «gender» approda negli asili di Trieste con un finanziamento della Regione e la benedizione del Comune governati dal centro sinistra scatenando un putiferio.

«Ho letto i testi di questo gioco del rispetto, come viene chiamato e sono aberranti» spiega a il Giornale, Amedeo Rossetti, il primo genitore insorto. «Negano che ci siano discorsi sull’ideologia gender però fanno travestire i maschietti da femmine e viceversa e poi filmano brevi interviste per farli dire come si sentono» sostiene il papà che ha denunciato il caso.

Sempre più genitori cominciano a preoccuparsi ed il settimanale cattolico del capoluogo giuliano, Vita nuova da voce alla protesta. Fabiana Martini, che si firma come «Vicesindaca» risponde difendendo a spada tratta «il gioco del rispetto», che è stato pure presentato al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Però non fa parte del Piano formativo ufficiale.

e ancora:

Ad un gruppo di genitori, però, questo gioco non piace affatto in quanto prevede una serie di attività per cui i bambini possono esplorare i corpi dei loro compagni, ascoltare il battito del cuore a vicenda o il respiro. Ma non è tanto questo a far strabuzzare gli occhi ad alcune mamme e ad alcuni papà quanto la possibilità data ai bimbi di nominare i genitali maschili e femminili, sempre nell’ottica di riconoscere le differenze fisiche che li contraddistinguono, e di travestirsi indossando vestiti diversi dal loro genere di appartenenzae giocare così abbigliati.

Ho voluto sottolineare alcune parti del testo perché mi sembrano indicative della distorsione in atto:

– intanto la svalutazione della vicesindaca, svalutazione che passa proprio attraverso l’intenzione di sottolineare ai lettori il fatto che la signora abbia deciso di definire il proprio ruolo professionale al femminile (evidentemente per il giornalista è un vezzo da donna isterica, non un gesto importante in favore della parità tra i generi e i ruoli!)

– il fatto di nominare i genitali è per i giornalisti un modo per veicolare l’ideologia gender!

La mistificazione della notizia mi pare si sviluppi attraverso momenti diversi:

-svalutare chi ha scelto di applicare il progetto educativo

-sottolineare che i progetti sono finanziati dai fondi pubblici (che vanno benissimo per foraggiare ingerenze della chiesa nella vita scolastica, ma guai a fare qualcosa di laico e professionale per il benessere e la parità tra i sessi)

– far passare per abominevole qualcosa di molto normale come insegnare ai bambini a chiamare le parti del corpo – eh si, in “parti del corpo” sono compresi anche i genitali, con buona pace dei genitori che insorgono (non si sa bene perché, poi…) – con il proprio nome.

Vorrei che i giornalisti si rendessero conto di essere complici del tentativo – operato da alcuni estremisti – di veicolare contenuti falsi instillando la paura nelle famiglie dei bambini (che spesso ignorano quello che realmente si fa, a scuola come in asilo).

Più che di “ideologia del gender”, a mio avviso, si dovrebbe parlare di “ideologia della mistificazione”.

(la foto appare a corredo dell’articolo sul quotidiano on line La Repubblica)

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5 responses

  1. Paolo ha detto:

    nominare i genitali maschili e femminili dovrebbe far capire le diversità tra i sessi quindi andare contro la famosa “ideologia gender” che tanto li spaventa.
    quanto ai travestimenti non credo che un bambino debba indossare i vestiti della sua compagna di classe per rispettarla, ci si può rispettare ognuno coi suoi vestiti ma credo che il gioco del rispetto riguardasse mestieri e professioni: bambine che si vestono da pilota di aereo, bambini che si vestono da maestro eccetera, c’è stato un equivoco, fomentato dai media

    1. Paolo ha detto:

      sospetto che qualche confusione sia nata alla notizia che i giochi prevedevano che i bambini si vestissero da strega e le bambine da cavaliere. Sospetto che se avessero scritto che i bambini potevano vestirsi da stregone e le bambine da cavaliera o condottiera (da Giovanna D’Arco a Lady Oscar simili figure non mancano nella storia e nell’immaginario) forse sarebbe stato meglio e non ci sarebbero state inutili paranoie da parte di alcuni genitori

      1. alessiadulbecco ha detto:

        Il problema è proprio questo, Paolo. La confusione che viene generata su questi temi non è inconsapevole, è voluta. Se si iniziano a diffondere falsità su un progetto che è pubblico e che perciò basterebbe leggere (per capirne le sue reali intenzioni) lo si sta facendo apposta proprio per suscitare un clima di sospetto e paura, cima che favorirà prese di posizione del tutto ingiustificate.. è chiaro che se i giornali avessero riportato la notizia in modo neutrale (ad esempio sottolinenado come sia una pratica comune quella di aiutare i bambini a rivestire ruoli diversi attraverso i “travestimenti”) probabilmente nessuno si sarebbe risentito o sarebbe rimasto sconvolto.
        Un saluto, Paolo!

  2. Paolo ha detto:

    poi va da sè che i travestimenti di tutti i tipi fanno da sempre parte di giochi, feste e spettacoli:che bambini e bambine si travestano da cavalieri, principesse, principi o super-eroi o altro in un contesto di gioco non dovrebbe preoccupare

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