“lei disse sì” ..(anche se) lui disse no.

11 Novembre 2014

lei disse

Ieri il Card. Bagnasco ha aperto la Conferenza dei Vescovi, riunita ad Assisi, parlando di temi di attualità: la mancanza di lavoro per i giovani, la crisi della politica e… la famiglia tradizionale.

Mentre Papa Francesco ricorda ai vescovi l’importanza di adottare comportamenti inclusivi che permettano alla gente comune di avvicinarsi alla Chiesa,

non servono preti clericali il cui comportamento rischia di allontanare la gente dal Signore

il Cardinale Bagnasco riafferma la centralità della famiglia tradizionale (ma, ricordiamolo, Chiara Saraceno affermava che “non vi è nulla di meno tradizionale della famiglia”…).

Le nuove figure alternative che lo Stato cerca di introdurre sono solo un pretesto per indebolirla, una specie di cavallo di troia che ha come unico scopo quello di confondere la gente.

La famiglia – quella sancita dalla Costituzione – è la rete benefica morale e materiale che permette alle persone di non sentirsi abbandonata di fronte alle ansie e alle tribolazioni del futuro.

Mentre leggevo le parole di Bagnasco, su uno dei tanti quotidiani online che riportavano la notizia, pensavo al bellissimo documentario  realizzato da Ingrid e Lorenza che racconta la loro vita dal momento in cui decidono di sposarsi al giorno delle nozze, avvenute in Svezia nel giugno del 2013. Le due donne hanno deciso, nell’ottobre 2012, di aprire un blog per dare visibilità pubblica e testimoniare le vicissitudini che una coppia omosessuale deve affrontare per compiere questo passo. Il blog è stato un atto civile e politico per rimarcare l’importanza e la necessità, per lo stato Italiano di adeguarsi (quasi tutti gli stati europei prevedono la possibilità, per due persone dello stesso sesso, di sposarsi) rispetto a queste tematiche.

Se gli invitati – in carne ed ossa – al matrimonio erano un centinaio, con il blog è stato possibile estenderlo potenzialmente a moltissime altre persone che hanno seguito i preparativi attraverso la pagina e hanno contribuito all’operazione di crowd founding necessaria per trovare i finanziamenti e trasformare così le riprese in un vero e proprio documentario. Le due ragazze hanno iniziato a portare il film in giro per l’Italia e, proprio la scorsa settimana, è stato proiettato per diverse serate consecutive allo Spazio Alfieri,  a Firenze.

A me è parso, assistendo alla proiezione, che Ingrid e Lorenza abbiano saputo costruire quella rete benefica di cui parla il Cardinale. Il matrimonio è stato per loro un riconoscimento, una conquista faticosa, ma la loro unione – con o senza il benestare del presidente della Cei – era già di per sé una “rete benefica”. Le due donne si sostengono e si fanno forza a vicenda, affrontando molte vicende dolorose – come ad esempio il momento del coming out di Lorenza e il dramma dell’outing compiuto dal fratello di Ingrid, che ne compromette per sempre i rapporti con la famiglia – e compiono un lungo viaggio fino in Svezia solo per poter coronare il loro sogno di vita insieme.

Se la maggior parte della popolazione potesse andare a vedere il documentario scoprirebbe che le parole di Bagnasco sono prive di fondamento: non esistono “famiglie” e “cavalli di troia”. La famiglia composta da Ingrid e Lorenza e quella di qualsiasi altra coppia eterosessuale assolvono al medesimo compito: sostegno reciproco, amore, condivisione.

E’ evidente, poi, che l’introduzione di nuovi diritti (attraverso nuovi modelli familiari) non sia un pretesto per confondere le persone: l’orientamento sessuale è personale, estendere i diritti significa dare maggiori garanzie, non disorientare le persone.

Il presidente della conferenza dei vescovi non ha omesso di parlare dei bambini: essi hanno diritto ad un papà ed una mamma, ha detto nel corso della sua relazione.

Credo che i bambini abbiano diritto ad essere amati e che ciò sia un dovere per gli adulti di riferimento, indipendentemente dal sesso. I dati statistici sulla violenza domestica (all’interno delle famiglie “tradizionali”) non mi pare diano ragione al Cardinale.

Parlando per categorie (“famiglie di serie A” e “famiglie di serie B, dette anche cavalli di troia”), inoltre, Bangasco rischia di inasprire il conflitto – già altamente presente in Italia – che porta ad una costante discriminazione nei confronti degli omosessuali (è di questa mattina la notizia di un dirigente del PD che ha offeso un consigliere del suo stesso partito chiedendogli se avesse altri gusti schifosi, oltre ad essere gay).

Consiglio perciò a tutti la visione di “lei disse sì!” per contrastare la mentalità dei tanti (troppi!) che -ancora – si ostinano a dire “no”.

Qui trovate il blog di Ingrid e Lorenza:

https://www.facebook.com/Leidissesi?fref=ts

cercate il loro documentario in giro per l’Italia e…buona visione!

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