la campagna dell’ovvio

17 Dicembre 2014

Si sa, su Facebook ognuno scrive un po’ ciò che vuole ed ognuno è libero di far nascere pagine o gruppi, purché non siano lesivi della dignità della persona o non istighino all’odio nei confronti del singolo o di gruppi ben individuabili (immigrati, rom etc…).

Ieri credo proprio di averne trovato uno inquadrabile nella seconda categoria. Il titolo:

Subito una legge contro la propaganda gay a scuola

Il contenuto principale:

SOSTENIAMO UNA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER PROIBIRE LA PROPAGANDA GAY NELLE SCUOLE E NEGLI ASILI. ADERISCI E CLICCA “MI PIACE”. Celati dietro una presunta lotta al bullismo ed alla discriminazione, gran parte delle istituzioni occidentali promuovono un vero e proprio indottrinamento gender dei bambini negli asili e nelle scuole. L’obiettivo è rieducare i ragazzi alla cosiddetta ideologia gender, secondo cui non si nasce maschi e femmine ma lo si diventa, i bambini possono avere due papà e due mamme, l’omosessualità è una condizione naturale dell’individuo, puoi innamorarti del compagnetto di classe ma anche della compagnetta, e altre simili porcherie. Per tutelare le nuove generazioni da una scuola che diviene campo di rieducazione gestito dalle lobby gay chiediamo una legge che proibisca la propaganda Lgbt tra i minori, sull’esempio di quella approvata in Russia. A tal fine sosteniamo l’opportunità di una raccolta firme per presentare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare che consenta di mettere subito i nostri figli al riparo dalla violenza ideologica perpetrata da feroci lobby con la complicità della politica

Mi confrontavo con una collega, ieri, da anni impegnata in quelle che gli amministratori della pagina definirebbero “attività di rieducazione e di propaganda”: entrambe condividevamo un profondo sentimento di sconforto e di preoccupazione.

Sconforto perché quello a cui si assiste è il tentativo, costante e sottile, di mettere in dubbio il lavoro pedagogico che tante operatori, in italia, svolgono con dedizione e professionalità attorno alle tematiche di genere al fine di garantire un’educazione inclusiva e  rispettosa delle differenze. Il linguaggio che utilizzano per parlare di queste iniziative è costruito di proposito per essere impattante e per insinuare il dubbio, nei genitori poco  o mal informati, che la “salute” dei loro bambini/ragazzi sia messa a rischio.

Parole come “indottrinamento”, “rieducazione”, “ideologia” sono afferibili più al loro mondo che al nostro, perché è nella loro prospettiva il non ammettere confronto, dialogo rispetto ed apertura: tutto ciò si può realizzare sono indottrinando le nuove generazioni ad un’unica visione possibile, quella già preconfezionata. I contenuti sono beceri e volgari (qui sotto un paio di esempi per capire di cosa si sta parlando)

I rischi di questa impostazione sono notevoli: le iniziative che tanti professionisti propongo alle istituzioni pubbliche saranno ancor più ostracizzate. Il rammarico è sapere che spesso le peggiori forme di chiusura nei nostri riguardi provengono proprio dalle famiglie in cui ci sarebbe maggior bisogno di parlare di questi argomenti.

Preoccupazione perché se ieri pomeriggio i “fan” della pagina ammontavano a 2091, quest’oggi sono già arrivati a 2127. I post allarmisti si diffondono con una rapidità maggiore delle malattie infettive e ciò che realizzano è paragonabile ad un’infezione di massa: attraverso luoghi comuni e banali si insinua la paura e anziché combatterla con il senso critico e la dialettica, viene accolta come dogma assoluto. Se l’ovvietà si scambia per verità il rischio sarà di costruire una società autoritaria, omologante e respingente.

Noi continuiamo a credere che educare al rispetto sia doveroso per cui faremo ciò che abbiamo sempre fatto: entrare nelle scuole (non sempre accolti positivamente dagli insegnati), parlare di genere, di omofobia, di violenza domestica, provando ad insegnare ai ragazzi, maschi e femmine, quanto possa essere arricchente liberarsi dagli stereotipi e costruire da sé il proprio destino anziché affidarsi a visioni precondizionate. Proporre visioni alternative dei rapporti affettivi, per includere anziché escludere. Per educare a dare e pretendere rispetto all’interno di qualsiasi relazione. Per spegnere l’omofobia e ogni forma di sopraffazione di un soggetto nei confronti di un altro.http://https://www.youtube.com/watch?v=CZ_0RhOMmV4

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5 responses

  1. michela poser ha detto:

    Direi che corro su fb a segnalarlo!

  2. Sara Fabrizi ha detto:

    Doveroso continuare a lavorare nella direzione di una educazione inclusiva e priva di stereotipi, soprattutto per i ragazzi. Tutto il mio sostegno a chi si impegna contro la mistificazione che si gioca sui luoghi comuni e il facile allarmismo, funzionali a installare la paura verso tutto ciò che è sentito come “altro da sé”.

  3. Paolo ha detto:

    io credo che si nasca maschi e femmine (ma esserlo non c’entra con cavolate come rosa o azzurro) e sono a favore del fatto che la scuola insegni a rispettare la diversità e a non bullizzare i gay. Non capisco di che hanno paura questi qua: nessuno vuole o può abolire la mascolinità e la femminilità e i tanti modi (più o meno diffusi ma tutti legittimi) di viverla

  4. Paolo ha detto:

    oltretutto non capiscono che nessuna lezione scolastica può far diventare gay chi non è attratto da persone dello stesso sesso e genere sessuale, ma è giusto insegnare il rispetto per le minoranze lgbt

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