I “no” nell’educazione

30 Ottobre 2015

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Come ormai avrete intuito, gli articoli che scrivo sul blog derivano spesso dai casi concreti che affronto al’interno della mia professione. Quando le consulenze che svolgo con i “miei” genitori si focalizzano su tematiche importanti tendo sempre a scrivere qualche riga in merito, soprattutto quando offrono spunti di riflessione che credo possano essere molto utili anche ai tanti genitori che mi leggono attraverso questo dispositivo.

Nel colloquio di ieri ci siamo focalizzati a lungo sulle regole e sui “no”. La seduta di counselling ha messo i genitori nella condizione di parlar-si e riflettere sul proprio agire in maniera serena e “mediata” dalla sottoscritta, in modo che non ci fossero svalutazioni (o che fossero rese riconoscibili) o tentativi di prevaricazione di un’opinione sull’altra. Il motivo del contendere è stato un apparente disaccordo rispetto alle modalità: per il babbo la compagna è troppo “ligia alle regole” mentre lui tende a “minacciare” il bambino (“se non fai….se non la smetti… niente cartoni stasera”).

Siamo rimasti a lungo a discutere su questo elemento e siamo arrivati alla conclusione che per poter dare le regole, bisogna prima riuscire a stare dentro le regole. Se infatti concepiamo in “no” come una limitazione per il bambino (e quindi cerchiamo di non pronunciare mai quella parola o non mettiamo in pratica quanto detto) rischiamo di creare un ambiente solo apparentemente sereno.

Spesso i genitori travisano l’importanza delle regole e hanno bisogno di essere sostenuti nel cambiare prospettiva: se date in modo adeguato non sono delle limitazioni alla libertà, anzi! le regole e i “no” costruiscono genitori autorevoli e ambienti sicuri. I bambini infatti hanno bisogno di fidarsi degli adulti di riferimento, hanno bisogno di sapere quanto e fino a che confine possono spingersi, in un clima di fiducia e rispetto. La regola forma il loro ambiente, quello nel quale devono – a poco a poco – imparare a muoversi in autonomia. Senza, questo delicato passaggio sarebbe molto complicato e, a lungo andare, inefficace.

Acconsentire ai capricci eliminando i “no”o determinate regole nasconde spesso un’insicurezza dei genitori. Apparentemente crea bambini felici ma in realtà sono molto più soli e, quindi, più deboli. Si crea pertanto un clima di sfiducia che deriva – da una parte – da una figura genitoriale che “cambia idea” e pertanto sfugge alla comprensione del bambin* e – dall’altra – dalla paura di doversi muovere in un terreno privo di tracciato che possa dar loro sicurezza.

Certo, ci sono delle regole anche per dare le regole 🙂

  • i no o le regole non devono mai essere uno sfogo passeggero dei genitori: se i nervi saltano si rischia di fare solo una gran confusione! Si rischia di dir cose che dopo 10 minuti vorremmo cancellare, o non saremo in grado di fare. È importante perciò che la regola sia costruttiva e non dettata da un momento contingente di rabbia
  • il contatto emotivo: se volgiamo che una regola sia compresa, o che un “no” abbia un senso, dobbiamo inquadrarlo all’interno di una comunicazione che sia soprattutto non verbale. Il bambin* deve sentirsi accolto e deve comprendere che dietro la regola o il “no” c’è sempre un genitore che agisce per il suo bene. I genitori, quindi, non devono farsi spaventare dalla reazione emotiva del piccol*, ma devono al contrario aiutarl* ad esprimerla in maniera costruttiva e farli capire che le sue emozioni saranno sempre accolte.
  • il linguaggio: niente parolacce, niente insulti. I no e le regole devono essere impartiti in un clima costruttivo. Alla regola (o al “no”) deve seguire una motivazione e – soprattutto – è fondamentale che venga poi mantenuta.

Questi sono alcuni suggerimenti utili, in linea di massima, in molte situazioni. È sempre bene ricordare però che ogni caso ha mille sfaccettature e rappresenta una situazione a sé, per questo è sempre meglio chiedere il consulto con un* specialista.

Per ogni informazione e ogni ulteriore suggerimento mi puoi trovare sul sito alessiadulbecco.com (da oggi è presente anche la mailing list… vuoi iscriverti?)

(La foto è tratta dalla pagina fb “la scuola creattiva”)

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