I bambini di fronte al lutto: piccoli consigli per affrontare l’argomento

28 Ottobre 2015

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Qualche giorno fa è accaduto un fatto luttuoso che ha coinvolto i miei nipoti e mi ha spinto a riflettere sul tema della morte. È la grande assente della nostra società: la ignoriamo, la evitiamo nascosti dentro le vite improntate sul benessere-a-tutti-i-costi, seguendo il mito del fisico perfetto, cercando di divertirci in maniera eclatante come se ciò potesse bastare a scacciare il pensiero di un fatto inevitabile, che preferiamo, per paura, non affrontare, lasciare in sospeso, evitare.

Parlare di morte ai bambin* non è facile, è quanto di più distante dalla loro esistenza, ma dobbiamo prepararci a farlo e dobbiamo preparare loro a prendere dimestichezza con un fatto naturale.

Credo che per poter affrontare l’argomento sia necessario, come prima cosa, interrogarsi. Che adulti siamo? Qual è il nostro atteggiamento davanti alla morte? Queste domande si rivelano essenziali poiché per parlarne ad un bambin* bisogna prima che gli adulti di riferimento abbiano una visione precisa della questione. Non si può parlare ad altri, in modo adeguato, sereno e formativo, di qualcosa che ci spaventa e che non sappiamo affrontare.

Il genitore che vuole affrontare l’argomento deve in primo luogo essere sereno: prepararsi “un discorsetto” è inutile, i bambin* ci spiazzeranno con le loro domande. Credo non sia importante avere la risposta perfetta ma, al contrario,  trasmettere al bambino una sensazione di conforto, sicurezza ascolto e protezione all’interno di un contesto armonioso, dove domandare è sempre lecito e non crea situazioni imbarazzanti. La morte esiste, fa parte della vita, dobbiamo solo imparare a guardarla, anziché voltare lo sguardo.

Spesso i genitori si trovano a parlare della morte in concomitanza di qualche evento: la morte di un familiare o una notizia televisiva che magari desta scalpore. Sarebbe opportuno, invece, educare al tema della morte prima che qualche fatto luttuoso compaia, all’interno di una situazione calma e tranquilla. Sicuramente gli adulti che possiedono una specifica visione religiosa possono essere agevolati nel trattare l’argomento anche se – personalmente – credo sia più opportuno parlarne usando metafore tratte dal mondo della natura: il ciclo delle stagioni piuttosto che i cambiamenti atmosferici, o la naturale progressione del tempo tra giorno e notte. Credo che in questo modo sia più corretto: i bambin* potranno poi costruirsi le proprie credenze con tempo, crescendo.

Rispetto alle modalità, ricordiamo che molto dipende dall’età dei bambin*:

  • Fino ai 3 anni non hanno ancora maturato le competenze cognitive necessarie per capire il discorso (iniziano proprio intorno ai tre-quattro a prendere dimestichezza con il senso del tempo – oggi, ieri, domani – e non si arriverà ad una comprensione autentica prima dei sei anni).
  • Dai 6 inizia a farsi strada una prima consapevolezza ed è di solito connessa al sentimento di tristezza o abbandono, come in seguito ad una separazione.
  • Dagli 8 cominciamo a capire la portata della questione e soprattutto si sottolineano gli aspetti biologici
  • Dai 12 sono in grado di comprendere l’aspetto biologico della morte: riguarda tutti e iniziano a capire che un giorno, il più in là possibile, toccherà pure a loro.

Se purtroppo il fatto luttuoso è avvenuto davvero, è essenziale compiere alcuni passaggi:

  • Darne comunicazione: evitiamo di essere evasivi, o di inventare storie per provare a raccontare che una persona è mancata. I bambini chi chiedono sincerità. Bisogna essere il più possibile onesti e sinceri se vogliamo che il bambin* non viva con angoscia la situazione. Allo scosse modo, è opportuno farlo partecipare al funerale, avendo magari l’accortezza di farlo accompagnare da una persona meno coinvolta,adeguatamente formata, che possa prendersi cura delle sue emozioni, che possa rispondergli in caso ponga delle domande.
  • Dare la possibilità al bambin* di esprimere i propri sentimenti: di fronte al lutto il ruolo del genitore è quello di essere un facilitatore: deve aiutare il piccol* ad entrare in contatto con ciò che prova e ad esternarlo, perpoterlo elaborare.

Raccontare, esprimersi, sentire sono i passaggi di un bambin* davanti alla morte: è essenziale che il genitore si ponga come un sostegno, autorevole, sincero ed accogliente, nel corso di questo cammino che sarà per certi versi doloroso ma inevitabile e permetterà al futuro adulto di avere uno sguardo armonico su tutti i fatti della vita.
Ricordo, per dovere di completezza, che questi sono piccoli consigli su situazioni molto generiche. Ogni realtà è però un caso a sé. Per questo, per qualsiasi informazione o suggerimento specifico, vi invito a passare sul mio sito alessiadulbecco.com e a contattarmi.

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