Bomba Libera Tutti. Stereotipi e differenze di genere in una classe delle elementari

20 Gennaio 2015

In che modo – bambine e bambini – costruiscono la propria identità di genere? Come influiscono gli stereotipi di genere e i pregiudizi sul maschile e sul femminile all’interno di questo processo? A questa e ad altre domande hanno provato a rispondere alcuni insegnanti della scuola elementare “Galileo Galilei” di Pistoia. Coinvolgendo gli* alunn* della classe quarta gli autori Daniele Lazzara e Pina Caporaso hanno realizzato un documentario delicato ed intenso. I* bambin* sono stati divisi in piccoli gruppi, per consentire ad ognuno di avere tempo e spazio per esprimere le proprie idee, e sono stati coinvolti in tre attività diverse: la lettura a voce alta di brevi racconti, l’analisi di pubblicità e di immagini televisive e la discussione tra pari sul modo in cui le bambine vedono i bambini e viceversa.

La prima attività prende spunto da un’esperienza editoriale degli anni ’70  intitolata Dalla parte delle bambine in cui si racconta la rappresentazione del maschile e del femminile attraverso brevi storie che hanno per protagonisti alcuni animali. Attraverso le storie di Arturo e Clementina e quella dei topini del racconto una fortunata catastrofe si indaga il rapporto tra maschi e femmine sia nei rapporti relazionali sia nella divisione dei ruoli e dei compiti sociali. I bambini percepiscono i pregiudizi attorno alle figure descritte e discutono assieme attorno al tema dell’identità di genere.

Gli autori del documentario sono consapevoli che oggi la scuola, a causa della disputa politica che la coinvolge e dei grandi problemi finanziari ed economici, sta perdendo quel ruolo di agenzia formativa primaria che per secoli le è stato assegnato, ruolo che sempre di più viene affidato alla televisione:

è la scuola che insegna ai bambini come stare al mondo e crea un modello di convivenza basato su una visione conservativa e consumistica.

L’analisi di alcune pubblicità permette ad insegnanti e bambin* di focalizzarsi attorno al tema degli stereotipi: come vengono rappresentate le donne? di cosa parlano, di cosa si occupano? nello svolgimento di quali attività vengono ritratte? I bambin* comprendono bene il meccanismo degli stereotipi e ciò risulta evidente nell’analisi della pubblicità di “Indovina chi?”, un gioco da tavolo molto in voga negli anni ’90. Nella pubblicità si può vedere un bambino e una bambina sfidarsi ad una partita. «Se c’era solo una bambina si poteva pensare che quel gioco era da femmina», dice un bimbo. «Comunque non è detto – fa eco una bambina – anche se avessero fatto vedere solo un bambino non è detto che solo i bambini possano giocarci!» I* bambini* notano le criticità e le ristrettezze di un adeguamento troppo rigido ai ruoli che vengono imposti ai generi.

L’ultima attività proposta riguarda la discussione sul maschile e sul femminile: ai bambini è chiesto di descrivere le bambine e viceversa, soffermandosi in particolare su cosa non apprezzano dell’altro sesso. Emerge qui una visione stereotipata dei generi (i bambini sono bulli e vanitosi, le bambine interessate solo al proprio aspetto fisico e troppo gelose) e la discussione accende il conflitto. I maschi si offendono per la descrizione fatta dalle bambine mentre queste ultime tentano di mediare e ritrattare la propria posizione.

Si può leggere qui il ruolo conservatore delle donne? Attente a non rovinare gli equilibri (…) chiamate a ricucire ed accogliere?

In definitiva il documentario offre una fotografia, nitida e precisa, dei rapporti tra maschile e femminile e delle modalità in cui la società contribuisce a determinare  precise regole di comportamento attribuendo ruoli imposti. Alla scuola gli autori affidano un compito importante: quello, cioè, di costruire un luogo protetto e sicuro in cui affrontare il tema in questione proponendo modi/mondi alternativi a quello imposto dalla società e dalla televisione.

Se, come dicono gli autori, «nel buio del presente ci sono cose che fanno luce»  il lavoro di questi insegnanti rappresenta un bel traguardo raggiunto nell’ottica di un’educazione al genere e al rispetto, per tutti.

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