I Confini del Corpo: quando la tua è una Pelle di Vetro

13 Novembre 2014

Ho letto poco fa il bell’articolo pubblicato sul blog Racconti del corpo (il potete leggere per intero qui).

Nell’articolo Eleonora prova a rispondere ad una domanda che le  è stata posta da alcuni amici uomini dopo aver visto il noto filmato nel quale si può osservare – grazie all’ausilio di una telecamera nascosta – una giovane che cammina per le strade di NY ed è soggetta, costantemente, a commenti e apprezzamenti non richiesti che sfociano in molestie (il video qui).

Condivido completamente il pensiero dell’autrice

Nascere in un corpo di donna, nella nostra società e nel nostro tempo, significa che la tua percezione di esistere è impastata alla percezione di essere violabile.

Leggere le sue parole mi ha fatto tornare alla mente il bellissimo articolo (che è anche un po’ un saggio – brevissimo – di sociologia e di psicologia) di Zaron Burnett intitolato

A Gentleman’s Guide to Rape Culture

la cui traduzione in italiano si può leggere qui

La guida si rivolge proprio agli uomini. L’augurio di Burnett è di aiutarli a riflettere attorno a quelle azioni e quei comportamenti – che utilizzano quotidianamente – e che contribuiscono a determinare una vera e propria “cultura dello stupro”. Secondo il sito del Women’s Center della Marshall University:

La cultura dello stupro è un ambiente nel quale lo stupro è un’evenienza comune, e nel quale la violenza sessuale verso le donne è normalizzata e giustificata nei media e nella cultura pop. La cultura dello stupro è portata avanti grazie all’uso di linguaggio misogino, all’oggettificazione dei corpi delle donne e alla glamourizzazione della violenza sessuale, il che crea una società che ignora i diritti e la sicurezza delle donne. 

Ciò che produce questo tipo di cultura è la costante, spiacevole, sensazione – per le donne – di essere di fronte ad un pericolo plausibile.

Ora, io sono alto poco meno di uno e novanta. Mi alleno regolarmente e direi che sono in una forma decente, il che significa che quando sono fuori da solo la sera, difficilmente temo per la mia sicurezza. Molti uomini capiscono esattamente cosa intendo. La gran parte delle donne però non ha idea di cosa questo significhi — andare ovunque nel mondo, in qualsiasi momento del giorno o della notte, e avere la ragionevole certezza di non avere problemi. Nella gran parte dei casi, infatti, le donne sperimentano esattamente l’esperienza opposta. (…) Perchè quando valuta un uomo che non conosce, indipendentemente da quello che uno sia effettivamente capace di fare, una donna deve supporre che sia in grado di fare ogni cosa.

Per contrastare questa condizione, serve anzitutto un’educazione che insegni agli uomini a non stuprare, più che alle donne a proteggersi.

Questo è un elenco di esempi di cultura dello stupro:

  • Colpevolizzare la vittima (“Se l’è cercata!”)
  • Banalizzare la violenza sessuale (“L’uomo fa l’uomo!”)
  • Le battute sessualmente esplicte
  • La tolleranza verso le molestie sessuali
  • Gonfiare statistiche sulle false denunce di stupro
  • Discutere pubblicamente sul modo di vestire della vittima, il suo stato mentale, le sue ragioni e la sua storia
  • La violenza di genere gratuita nei film e in televisione
  • Definire la mascolinità come dominante e sessualmente intraprendente
  • Definire la femminilità come sottomessa e sessualmente passiva
  • Fare pressione sui maschi affinché “vadano a segno”
  • Fare pressione sulle donne affinché non appaiano fredde
  • Presumere che solo le donne promiscue vengano stuprate
  • Presumere che gli uomini non vengano stuprati,o che solo gli uomini “deboli” possano esserlo
  • Rifiutarsi di prendere sul serio accuse di stupro
  • Insegnare alle donne come evitare di venire stuprate, invece di insegnare agli uomini a non stuprare

La percezione di essere violabile si può combattere solo coinvolgendo i potenziali aggressori, per favorire lo sviluppo di una cultura in grado di mettere all’angolo questo tipo di atteggiamenti, anziché incentivarli in maniera subdola (l’uomo che fa apprezzamenti è il macho, quello che sa ciò che vuole…).

Per quanto ci sia ancora molto da fare in questa direzione, credo che l’articolo di Zaron sia un bell’esempio di una nuova, raggiunta consapevolezza maschile e pertanto una valida guida di cui consiglio la lettura.

, , , , , , ,

One response

  1. Eleonora Cirant ha detto:

    L’ha ribloggato su Racconti del corpoe ha commentato:
    Rilancio qui l’articolo in cui Alessia riprende ed approfondisce il legame tra percezione delle donne essere violabile e molestie (di strada e non), il legame tra molestia e “cultura dello stupro”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Ultimi articoli

Non è revenge porn, ma violenza di massa

Su l’Indiscreto, il mio articolo riguardante il fenomeno del Revenge Porn:   Inizialmente si trattava di vendetta privata – fino a qualche anno fa, infatti, la diffusione del materiale scorreva… Leggi di più »

La buona madre non esiste

Il mio articolo su L’Indiscreto: (…) A ogni modo, la campagna ha riportato in primo piano un argomento interessante, la percezione sociale della maternità e della gravidanza. Per quanto oggi… Leggi di più »

Giochi da maschi, giochi da femmine

Il Tascabile ha pubblicato il mio ultimo articolo: Immaginate di prepararvi per una passeggiata. Uscite dalla vostra abitazione, attraversate l’androne del palazzo e notate sul portone d’ingresso un bel fiocco… Leggi di più »

Alessia Dulbecco © 2020 - All rights reserved - Design by Luca Minici | Privacy Policy | Cookie Policy