Costruire un sogno. Il senso di un convegno 

12 Ottobre 2015

Buongiorno a tutt*!

Oggi è lunedì e mi auguro abbiate trascorso il weekend facendo attività belle e piacevoli. Io sono stata a Navacchio per partecipare ai lavori del Convegno annuale della mia scuola di formazione. Il titolo di quest’anno? Costruire sogni. Il pensiero plurale, le reti possibili.

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Due giornate intense, altamente formative, ricche di emozioni e condivisione.  Talmente belle che fin da subito mi sono interrogata su cosa raccontarvi per provare a trasmettervi anche solo una piccola percentuale delle emozioni che ho vissuto. 

Credo sia essenziale partire dal fondo, dal momento conclusivo, e procedere a ritroso. I lavori si sono conclusi con un video che illustra senza giri di parole cosa significa individuare un pensiero plurale e costituire una rete possibile. 

http://youtu.be/GBaHPND2QJg
 Parte tutto da un segnale: la bambina che mette gli spiccioli nel cappello del musicista. Lui inizia a suonare. Possiamo arrivare a capire che si tratta dell’Inno alla gioia solo quando la villa si unisce alla melodia. La musica si fa via via più complessa man mano che si aggiungono altri strumenti e i cori. Da ultimo anche il direttore d’orchestra che crea il trait d’union con tutte le altre figure presenti. 

Il senso di Performat è proprio questo: fare rete, permettendo ad ognuno di mantenere la propria specificità nonostante le interconnessioni, le riflessioni e i numerosi momenti di condivisione.

Alla luce di queste premesse si comprende per quale ragione sia stato scelto, per parlare ad una platea composta prevalentemente da psicologi, psicoterapeuti, educatori, pedagogisti, un figura come quella del prof. Formica, professore di Economia della Conoscenza, innovazione e Imprenditorialità in numerosi contesti internazionali. Chi conosce la Scuola sa che questo è uno dei suoi segni distintivi: l’obiettivo dei convegni è sempre quello di creare riflessioni, puntare all’innovazione, aiutare i professionisti che ruotano all’interno del sociale ad individuare nuovi modelli di business, nuove forme di imprenditorialità. 

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img 0454 I convegni di Performat sono diametralmente opposti a quelli tradizionali dove si è troppe volte orientati a “guardarsi l’ombelico” realizzando momenti completamente autoreferenziali e, spesso, privi di contenuti autentici.

La lezione magistrale del prof. Formica ha toccato i temi dell’ “ignoranza creativa”, della differenza tra sentieri già battuti e percorsi innovativi, del valore formativo dell’incertezza come motore per il cambiamento. 

Gli altri interventi della giornata di sabato si sono rivolti al mondo del l’analisi transazionale, con la proiezione dell’intervista aWilliam Cornell, psicologo e supervisore e didatta di AT, e con la bella relazione di A. Tangolo e A. Massi sul senso dell’okness all’interno della relazione terapeuta-paziente.

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La sessione pomeridiana di sabato è stata dedicata ad un momento di ricerca sociale/psicologica. In un processo in parte creativo, in parte pratico, “reagiscono meglio” (cioè sono più responsive) i gruppi con un conduttore o con un osservatore? Per indagare il fenomeno tutto gli iscritti al convegno sono stati inseriti in gruppi, alcuni dotati di un facilitatore altri di un conduttore. L’obiettivo è stato quello di individuare le modalità di costituzione del gruppo, i passaggi tra le varie fasi necessarie alla sua costituzione e i risultati finali.

Ogni gruppo ha lavorato sullo stesso mandato: a partire da un’ipotesi (“immaginiamo che nel 2016 venga istitutivo l’anno internazionale contro l’omotransfobia)  si è cimentato nella realizzazione di un logo e un claim da utilizzare per la campagna pubblicitaria.

Il gruppo selezionato da una giuria composta dallo staff del Performat salute che si occupa di temi Lgbt è davvero molto bello e di impatto:

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Il lavoro realizzato dal mio gruppo, invece, si è aggiudicato una menzione speciale!

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La giornata di domenica, oltre che alla presentazione dei risultati di questo piccolo esperimento sociale, è stata dedicata alle orami tradizionali sessioni in parallelo: quattro tavoli di lavoro sulle tematiche del Counselling, della psicoterapia, dell’organizzazione e dell’educazione.

Quest’anno ho avuto il piacere di presentare un mio breve contributo, nell’ambito della sessione dedicata al Counselling, per parlare di un intervento – recentemente attivato – di Counselling pedagogico per favorire il potenziamento delle competenze genitoriali all’interno di famiglie con bambini affetti da autismo.

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Credo che il senso di queste giornate trascenda gli aspetti prettamente lavorativi: certo, ogni intervento ha fornito spunti e suggestioni importanti per la pratica professionale. Ma il senso del Convegno va ben oltre. Ci ha esortato a trovare nuovi modelli di imprenditorialità per far fronte alla crisi, ci ha suggerito l’importanza di creare interconnessioni, anche tra discipline diverse, ci ha insegnato l’importanza della formazione continua, multi e transdisciplinare.

Alla luce della conclusione del Master in Counselling (la discussione della tesina si terrà, infatti, il mese prossimo) tutti questi elementi divengono pietra miliare di un percorso autenticamente formativo e, insieme, prospettiva privilegiata dalla quale orientare il progetto professionale negli anni a venire. 

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