La felicità. Un viaggio filosofico (e un augurio per il nuovo anno!)

13 Gennaio 2015

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Il primo post dell’anno merita grande attenzione.

Recentemente sono accaduti molti fatti di cronaca attorno ai quali avrei potuto scrivere proprio per inaugurare il nuovo anno, ma preferisco rimandare.

Oggi voglio scrivere un post che sia anche un augurio (si sa, quando un nuovo anno inizia è sempre il momento di pensare ai buoni propositi). Il mio augurio prende spunto da un volume che mi è stato regalato a Natale dalla mia cara amica e collega Anna.

Si tratta di La felicità. Un viaggio filosofico dello scrittore francese Frédéric Lenoir. Il volume viene definito dall’autore stesso

un viaggio filosofico, inteso in senso ampio (…). Questo percorso non ha nulla di lineare (…). E’ un cammino, piuttosto,punteggiato di interrogativi e di esempi concreti. Soprattutto, è un viaggio (…).

C’è bisogno di interrogarsi a proposito della felicità, secondo lo scrittore, soprattutto in un periodo – come quello attuale – in cui altre questioni, come ad esempio il tema dell’angoscia, hanno posto in secondo piano il dibattito attorno alla felicità. Parlare di felicità è difficile, secondo Lenoir:« è più facile rispondere alla domanda “cosa mi rende felice?” piuttosto che alla delicata questione che cos’è la felicità?»  (p.23). l’analisi condotta dallo studioso ci porta a sostare nel giardino di Epicuro, in cui piacere e felicità convergono, passando per le riflessioni di Seneca: essere felici significa imparare a scegliere.Il ragionamento di Lenoir lambisce Kant, Aristotele,Socrate, Goethe e Montaigne ma non trascura le riflessioni contemporanee sul rapporto emozioni/pensiero: possiamo essere felici se vogliamo esserlo, i nostri pensieri ci condizionano.

I nostri pensieri e le nostre credenze, come i nostri stati d’animo,determinano il nostro rapporto col mondo (p.139)

E’ su Spinoza che il filosofo francese concentra maggiormente la sua riflessione. Secondo Spinoza corpo e anima sono indissociabili: « ognuno deve imparare a conoscersi per capire ciò che lo rende felice o infelice» (p.283). Il pensiero di Spinoza è innovativo: «sostituisce le categorie religiose e metafisiche del Bene e del Male con quelle del buono e del cattivo» (p. 284) dove l’uno consiste in «un modo di esistenza ragionevole e fermo che cerca di organizzare la nostra vita in funzione di ciò che ci fa crescere» e l’altro «in un modo di esistenza disordinato , insensato, che ci fa unire a cose o persone che contraddicono la nostra natura» (p.285). La riflessione di Spinoza è quella che Lenoir condivide maggiormente. Essa ci porta a «prendere in conto il nostro potenziale di vita» (p.294).

La felicità è, per l’autore,  il frutto di un’attenzione quotidiana.

Il mio augurio è che tutti voi possiate cercare la vostra felicità. La ricerca porta a piccole conquiste e grandi battaglie, a costruire ponti nuovi, ad infrangere vecchi legami, a percorrere nuove strade rivolgendo lo sguardo al futuro ma senza mai dimenticare da dove si proviene. La ricerca è una sfida: io ho deciso di accettarla. E voi?

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