Il cavaliere che aveva un peso sul cuore (un percorso di Counselling)

29 Dicembre 2015

 img 0486 Durante l’estate la tutor del master in Counselling consigliò a me e alla mia classe la lettura di un volume, interessante soprattutto per chi affronta le questioni di genere e i rapporti genitoriali. Il volume in questione era di Marcia Grad Powers e il titolo è La principessa che credeva nelle favole (se volete saperne di più, qui la recensione che scrissi qualche mese fa).

Pochi giorni fa, in libreria, mi sono imbattuta in un altro volume intitolato Il cavaliere che aveva un peso sul cuore. Inutile dirlo: l’ho acquistato subito. Lo stile di Powers è sempre lo stesso: attraverso una fiaba – questa volta il protagonista è Duke, un cacciatore di draghi famosissimo e rispettabilissimo, il numero 1 del suo regno, che d’improvviso si ritrova catapultato in una serie di avvenimenti negativi – racconta dei passaggi necessari per mettere in atto una crescita personale autentica. Il volume è, in sostanza, una grande metafora sul cambiamento e, proprio per questo, illustra perfettamente quello che è il lavoro del Counsellor.

Ma procediamo con ordine.

Come dicevo, il protagonista è Duke che si ritrova, da un giorno all’altro, in mezzo a problemi coniugali, genitoriali e professionali. I primi sono conseguenza dell’ultimo fatto: dopo essere stato lasciato dalla moglie, che lo accusa di non esserci, di non saper parlare all’interno della coppia, e dopo essere stato rifiutato dal figlio – che Duke si è, senza risultati, ostinato a trasformare in un suo sosia impedendogli di esprimere i suoi veri interessi molto distanti dal mondo dei cacciatori di draghi, il nostro eroe si ritrova a comprare una battaglia contro un drago senza riuscire a vincere. Anzi, l’esito sarà terribile: verrà sconfitto, perderà l’attrezzatura e persino la dragonmobile insieme al suo fidato cane Prince. Il “disastro” professionale è la conseguenza dei fatti accaduti in famiglia: Duke non si sarebbe mai aspettato di essere rifiutato dalla molli e e di essere contraddetto dal figlio ed è per questo che gli accade qualcosa. I suoi pensieri si problematicizzano, diventano contorti, e ciò produce conseguenze tragiche sul suo cuore che, a poco apodo, diventa così pesante da diventare un problema durante la battaglia. I movimenti sono scoordinati, appesantiti, il pensiero non è lucido ed è così che viene sconfitto in battaglia.

Questo, come a dire, è l’inizio del racconto. Ne seguirà un lungo cammino – che porterà Duke ad essere affiancato da amici/counsellor molto particolari – il dottor Hoot, un gufo parlante, e Maxine, un Uccello Turchino della Felicità. Quello che ne deriva è una sorta di romanzo di formazione: attraverso prove di coraggio, percorsi complessi, tribunali e altre peripezie, Duke riuscirà a dare un nome al suo problema ( il peso sul cuore corrisponde ad un dis-agio di tipo II ) e a trovare tante piccole soluzioni per risolverlo. Le più importanti saranno quella di rendere lineari quei pensieri contorti (perché ci ammaliamo soprattutto all’interno del nostro pensiero!) e arrivare a trovare serenità, coraggio e saggezza. 

Il percorso, per quanto romanzato è ambientato in un contesto di fantasie, rappresenta perfettamente il lavoro del Counsellor. Tutto il percorso di Duke è orientato a ritrovare un nuovo ben-essere a partire proprio da quei fatti – nel qui ed ora – che stanno condizionando negativamente la vita del giovane eroe. È inoltre un percorso che porta il protagonista – esattamente come qualsiasi utente di un percorso di Counselling – a fare il punto sulla propria vita partendo da un’attivazione personale: nessuno ci dà regole preconfezionate, nessuno può cambiare per noi quello che non ci piace. Siamo noi gli artefici del cambiamento e, per cominciare, bisogna a eliminare determinati pregiudizi che condizionano il nostro pensiero, quelle paure che ci paralizzano e ci impediscono di cambiare. Per fare ciò serve una guida – e in questo senso Maxine e Hoot sono due counsellor perfetti – in grado di sostenerci e orientarci. Il cambiamento è un fenomeno “a cascata” : una volta intrapreso è inarrestabile. Il primo cambiamento compiuto da Duke è quello di cambiare prospettiva: su di sè, anche in rapporto a sua moglie, su suo figlio e i suoi interessi. Cambiare prospettiva gli consente di modificare la logica dei suoi pensieri, di trovare una nuova serenità e una nuova forma di coraggio, ben diversa da quella che riteneva di possedere, basata solo sulla forza fisica e l’aggressività. Le nuove logiche indotte dal cambiamento gli permettono di avere un ruolo attivo all’interno della propria vita. Tutto ciò è, esattamente, quello che si verifica all’interno di un percorso di counselling: è un modo di prendersi cura (Heideggeriamamente) di una persona affinché essa ossa tornare ad avere cura di sè.

Abbraccia il mistero, Duke, altrimenti il gusto della vita ti scivolerà tra le dita.

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