I “valori” del Presidente Maroni

19 Gennaio 2015

«Se il tema dell’Expo è nutrire il pianeta, allora noi siamo qui per nutrire i nostri valori». Pare sia questa la frase che Roberto Maroni ha utilizzato aprendo i lavori del convegno  che si è tenuto sabato pomeriggio, presso la sede della Regione Lombardia. Il convegno, intitolato Difendere la famiglia per difendere la comunità, è stato promosso dalla proprio dalla Regione  (anche se l’organizzazione è stata affidata a  diverse organizzazioni, alcune delle quali di stampo ultra cattolico) che ha pensato realizzarlo nell’ambito delle manifestazioni di Expo. Proprio questo è il motivo per cui è finito nella bufera:  come si legge nell’articolo di Il Fatto Quotidiano, il Bureau international des expositions è stato sommerso di centinaia di email di protesta non solo dall’Italia, ma anche dalla Francia e dagli Stati Uniti.

Il titolo sembra innocuo, ma l’incontro ha tra gli organizzatori l’associazione ultra-cattolica Obiettivo Chaire, accusata di sostenere tesi anti gay, visto che sul suo sito propone di “prevenire l’insorgere di tendenze omosessuali” e parla di “atteggiamenti contrari alla legge naturale”.

Per questa ragione I sentinelli di Milano, numerose associazioni lgbti ed sponenti del mondo Pd e Sel si sono riuniti lo scorso sabato per protestare proprio mentre nel palazzo della Regione si teneva il convegno.

I temi del convegno? Un concentrato di omofobia e sessismo: la famiglia naturale è quella composta da mamma, papà e figlioletti, le adozioni non possono essere consentite agli omosessuali, la donna ha per natura un ruolo di cura e accudimento (di queste ed altre amenità potete leggere qui e qui). Non voglio ora fare ulteriori approfondimenti rispetto agli interventi o agli ospiti (anche se non è possible non citare Mario Adinolfi e Costanza Miriano, autrice del celebre “Sposati e sii sottomessa”) ma vorrei sottolineare le modalità con cui pubblico e relatori si sono scagliati contro un giovane che avrebbe voluto porre un paio di domande alla platea, soprattutto in merito alle cosiddette “terapie riparative”. Il giovane, che è stato esortato a porre la domanda al grido di “forza! veloce! rapido!” (sottotitolo: togliti di mezzo!) è stato insultato dal pubblico (“vattene! Vai a studiare”, urlavano da più parti), dai relatori e, non da ultimo, dall’Onorevole La Russa al grido di “culattone!”.

Quindi mi chiedo: quali sono i valori del pubblico che ha assistito alla scena, dei relatori e – non da ultimo – dei politici che hanno partecipato al convegno? Il sostrato è chiaramente omofobo e misogino. le opinioni espresse sono frutto di pregiudizi duri a morire e stereotipi a cui ci si appella quando non si sa argomentare in maniera ragionata ( i gay vogliono adottare solo per avere un “giocattolino” che poi metteranno in un angolo quando decideranno di non volersene più occupare; un bambino che cresce con due mamme o due papà non potrà contare su modelli di riferimento adeguati…).

Sulle teorie riparative, sostenute da molti dei gruppi cattolici che hanno preso parte al convegno, o addirittura alcuni hanno contribuito alla sua realizzazione, mi pare doveroso riproporre questo filmato di Saverio Tommasi, pubblicato circa 8 anni fa e subito ritirato dalla circolazione, in cui vengono illustrate le “basi scientifiche” di queste teorie

Trovo molto interessante l’opinione espressa in un recente articolo di Gayburg

Se si considera poi come il convegno sostenesse di voler prendere una posizione a favore del diritto d’opinione (ritenendo possa essere messa a rischio da una norma che aggiunga delle aggravanti per i reati di matrice omofoba), l’accaduto non solo dimostra inequivocabilmente come quel diritto sia usato come una scusa per difendere i propri pregiudizi, ma ci ha portato persino a dover assistere a ruoli istituzionali pronti a commettere veri e propri atti di bullismo degni di un sedicenne. Non male per chi sostiene che l’omofobia non esista e poi si cimenti in insulti verbali simili a quelli che nelle scuole incidono molto spesso sulla qualità della vita dei giovani lgbt (gli stessi che poi loro vorrebbero “curare” dall’omosessualità se quella situazione vene vissuta con disagio).

5 responses

  1. Paolo ha detto:

    qualsiasi convegno ove si sostenga che l’omosessualità è una malattia è anti-scientifico oltre che omofobo

    1. alessiadulbecco ha detto:

      Antiscientifico per molti, ma non per tutti (nonostante l’omosessualità non sia più considerata una malattia dal 1973 c’è ancora chi crede nell’efficacia delle teorie riparative…). Proprio perché sono d’accordo col tuo commento ritengo scandaloso che un convegno di questo tipo si sia svolto in un palazzo come quello di Regione Lombardia per giunta col patrocinio di Expo..

      1. Paolo ha detto:

        concordo

  2. Sara Fabrizi ha detto:

    E che dire della bellissima battuta su “quei quattro pirla” che manifestavano fuori e che a detta degli organizzatori del convegno li hanno costretti a blindarsi e a far intervenire le forze dell’ordine per garantire la sicurezza? Mi sa che hanno paura delle frittelle e dei nazisti dell’Illinois…

    1. alessiadulbecco ha detto:

      eh, si, hanno fatto bene a far intervenire la sicurezza…specialmente nei confronti di quel facinoroso – in camicia e golfino blu – che voleva porre una semplice domanda sulle teorie riparative… seguendo lo spirito ecumenico lo hanno “accompagnato” alla porta a suon di calci e spintoni (e insulti)…ma vuoi mettere la pericolosità di gente così?? persone che ti piombano sul palco con interventi non programmati…e se poi tu non sai che rispondere?? meno male che si aono difesi…

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