Analogie. Di Violetta e del fenomeno del tweening

31 Gennaio 2015

Nei giorni scorsi ho letto con grande interesse il libro di Loredana Lipperini Ancora dalla parte delle bambine. Nel libro si fanno alcune riflessioni soprattutto sul mondo dei media (internet e tv) analizzando i modelli culturali che questi canali contribuiscono a veicolare. Come  ho scritto nella recensione che potete leggere qui, la tesi dell’autrice è chiara:  riconosce al mezzo in sé enormi potenzialità ma nota che i contenuti corrispondono, purtroppo, ancora a quegli stereotipi di genere contro cui duramente si era battuta Elena Gianini Belotti. Alle bambine si insegna esclusivamente ad essere belle per poter far colpo sugli “uomini” e trovare così il Principe Azzurro che le sposerà e con cui avranno tanti bambini. L’autrice, inoltre, si sofferma su alcuni fenomeni preoccupanti: i* bambin* sono sottoposti ad un bombardamento mediatico tale per cui

– sono i principali spettatori di programmi non direttamente rivolti a loro (ad esempio il celebre uomini e donne)

– vengono avvicinati molto presto al mondo delle marche (si legge nel volume che scopo degli esperti di marketing è abbassare l’entry point, ovvero l’età di ingresso alla marca, ad esempio attraverso la pubblicità che ritrae la mascotte del brand in versione cartoon, azione è stata realizzata da marchi come Camel  o Red Bull) [per approfondire si veda pag. 111]

– gli esperti di marketing puntano al tweening, parola che sta ad indicare il fenomeno dell'”adolescenza retrodata”: «i prodotti, i temi e i programmi televisivi apparentemente rivolti ai quattordicenni vengono in realtà fruiti dai bambini di otto anni» (ibid.)

Ho  tutti questi concetti così beni chiari nella mia testa e il libro ancora aperto sulla scrivania quando mi imbatto in un servizio del TG1 (andato in onda ieri, 30 gennaio, nell’edizione delle 20.00…vi consiglio di recuperarlo perché merita!). Il servizio dà la notizia del nuovo tour di Violetta, la protagonista di una serie tv di Disneychannel. I protagonisti sono giovani teenager ma, se si osservano le immagini di repertorio dei concerti che si sono tenuti in Italia (ma anche nel resto del mondo) durante lo scorso anno si può notare che la platea è composta da un pubblico ben più giovane.. circa 7-8 anni. Il fenomeno del tweening, dunque, è in agguato.

La giovane protagonista viene intervistata in conferenza stampa dal giornalista. La domanda è banale, le viene chiesto se è felice di sapere che al tour sono state aggiunte diverse tappe nel nostro paese. La giovane, abbronzata e bellissima 18enne, appena sente parlare dell’italia si esalta e dice di essere molto felice perché le ragazze (…forse “bambine” era un termine più adeguato”…) italiane si emozionano tantissimo ai suoi concerti “se una inizia a piangere attaccano all’unisono tutte le altre”. Insomma, “sono emotive e tenerissime”.

Il giornalista fa presente che questo nuovo tour avrà delle sonorità molto più rock, ispirate al mondo degli adulti, e tante coreografie oltre ad abiti dei scena bellissimi.

A proposito degli abiti, qui un esempio di quelli indossati nel precedente tour:

violetta (1)

abiti sexy e succinti che immaginati addosso alle tante bambine che si immedesimano nella protagonista fanno quasi paura.

Insomma, il discorso di Lipperini torna alla grande:precoce adultizzazione delle bambine attraverso il bombardamento mediatico di programmi che vengono proiettati sulle reti dedicate all’infanzia (come Disney channel) ma destinati in realtà ad un pubblico adolescente; programmi che veicolano un’immagine femminile stereotipata (vestiti succinti e sexy: la bellezza sempre in primo piano) e, per concludere, un’immagine stereotipata anche delle giovani spettatrici viste solo come “tenerissime ed emotive”.

Non so cosa sia necessario fare per interrompere questo strano circuito che porta bambine di nemmeno dieci anni (attraverso genitori consenzienti) a “rovinarsi” l’infanzia attraverso un’adultizzazione precoce. Anzi, sarò tragica: considerando che ciò avviene perché ci sono professionisti del marketing che ogni giorno studiano per confezionare prodotti sempre più appetibili anche agli occhi dei bambin*, non so nemmeno se un’inversione di rotta sarà possibile. In ogni caso, se almeno i telegiornali evitassero di fomentare questo fenomeno..ecco, di quello sì gliene sarei grata.

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One response

  1. Paolo ha detto:

    sono uno che non avrebbe nessun problema a mostrare Game of Thrones (serie decisamente adulta) ai tredicenni ma Uomini & donne proprio no, e in effetti non farei vedere neanche violetta ai bambini ma non per gli abiti sexy o il trucco (cose che vanno benissimo all’età giusta, non certo da bambine per quanto non mi spaventi se una bambina gioca col rossetto di mamma) ma perchè è un programma stupido
    comunque Violetta nel tour non mi sembra affatto sexy (e dubito tra l’altro che vedremo gruppi di bambine di otto anni vestite come pop star in concerto)

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